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Carnage (Francia, Germania, Polonia, Spagna – 2011) di Roman Polanski Interpreti: Jodie Foster, Kate Winslet, John C.Reilly, Christoph Waltz
Non che fossi rimasto completamente deluso dagli ultimi lavori di Roman Polanski, ma sia Oliver Twist che L’uomo nell’ombra mi avevano dato l’idea di film piuttosto “ordinari”, privi del guizzo tipico della grande pellicola. Carnage invece, pur non restituendoci il Polanski spettacolare e gigantesco de Il pianista, ci riconcilia col talentro di questo grandissimo cineasta, sulla cui produzione artistica hanno pesato (e non poco) immani tragedie (l’olocausto, la fuga dal ghetto di Cracovia, l’assassinio della moglie Sharon Tate, allora incinta) ma anche grossi scandali (il presunto stupro di una minorenne). Pochi si sarebbero comunque aspettati da Polanski, a questo punto della carriera, un film così sfacciatamente teatrale (e ispirato proprio ad una piecè, Il dio del massacro di Yasmine Reza): Carnage è infatti tutto girato all’interno di un’abitazione, microcosmo che si fa metafora di una società che cerca di nascondere le proprie contraddizioni. Come fanno del resto i quattro protagonisti (due coppie di genitori che cercano di appianare una lite scaturita fra i loro figli) cui basta poco per gettare via le maschere che si sono costruiti, e per mostrare, in un crescendo di tensione e rabbia che dura per tutto il film, il loro vero volto; il perbenismo di facciata e l’omologazione sociale vengono presto sostituiti dai sentimenti e dalla passioni umane più selvaggie e nascoste: l’egoismo, l’istinto di conservazione (si veda come, specialmente i personaggi della Winslet e della Foster, prendano incondizionatamente le difese dei rispettivi figli), le frustazioni e le insoddisfazioni di una vita. Il film mantiene un ritmo abbastanza alto, e in alcuni frangenti è anche molto divertente; finisce col perdere un po’ di slancio solo nella parte finale (fosse durato dieci minuti in meno, nessuno avrebbe avuto da ridire). Tagliente la regia di Polanski, splendidi i quattro interpreti, e il modo in cui rescono a rendere sullo schermo la metamorfosi dei loro personaggi. Carnage è insomma un film “essenziale”, con cui Polanski ci dà dimsotrazione di come, anche con pochi mezzi, ma con tante idee e un grande talento, sia possibile fare del puro cinema.

Non l’ho visto, ma guardando il trailer e leggendo varie recensioni, avevo intuito che fosse tornato quello de L’inquilino del terzo piano. O quanto meno, si sia avvicinato…
Pellicola molto bella e, soprattutto, divertentissima.
La mano del regista si vede nell’eccellente recitazione degli attori, davvero al top della forma. Anche le due scene all’esterno dell’appartamento sono davvero ben girate, un gradito ritorno questo di Polanski, che – bisogna dirlo – ha la fortuna di lavorare su un grande testo…
p.s. a me l’uomo nell’ombra è piaciuto moltissimo !
Per me “L’uomo nell’ombra” era un gran film!
Anche questo è molto bello, intendiamoci: ma forse definirlo “essenziale” è un po’ esagerato. Alla resa dei conti si basa solo sui dialoghi e sulla recitazione degli attori, e non ha la tensione di altri suoi film “da camera” (come, per esempio, “La morte e la fanciulla”). E poi, quel finale messo un po’ così…
Però in certe scene è davvero divertentissimo. Da tempo non sentivo tutta la sala ridere insieme e di gusto! ^^
Fra l’altro in questi giorni sto leggendo il libro intervista di Truffaut a Hitchcock, il maestro inglese si lamenta in alcune pagine che il cinema, certe volte, è troppo teatrale e troppo parlato. Chissà che avrebbe detto di Carnage !
Sono d’accordo con la tua analisi. E’ uno dei film (pochi) che quest’anno mi abbia convinto. Non concordo invece, come forse ricorderai, col tuo giudizio su L’uomo nell’Ombra. Trovo nel complesso che, dopo qualche passo falso a cavallo fra gli 80 e i 90, Polanski stia vivendo una sorta di nuova giovinezza creativa.
@Luca: Io ho pensato subito al paragone col film di cui parli: lo stile realizzativo è simile, anche se L’inquilino del terzo piano lo ricordo davvero come un grande film, mentre a Carnage manca comunque qualcosina per esserlo.
@Pitagorico: Anche io credo che il valore aggiunto di questo Carnage siano i protagonisti, diretti benissimo da Polanski, ma bravissimi anche nel cambiare progressivamente il tono dell’interpretazione man mano che il film avanza, proprio come se fossimo a teatro: e se sul palcoscenico la cosa può venire più naturale (poichè si può rispettare l’unità di tempo e azione più facilmente), sul set credo che la cosa sia molto più complicata, visto che di solito le riprese vengono spezzettate e ripetute di continuo.
@Christian: Peccato per il finale, di cui nemmeno io sono rimasto enusiasta. Anche La morte e la fanciulla credo sia superiore a Carnage, come forse L’inquilino del terzo piano, ma questa resta una pellicola che secondo me segna l’importante ritorno di Polanski…mi perdonerai, ma L’uomo nell’ombra mi deluse un pò
@Rear: Anche tu un fan de L’uomo nell’ombra! Sembra che quel film non sia piaciuto solo a me
Spero che quanto dici sulla seconda giovinezza di Polanski sia vero, in effetti negli ultimi 10-15 anni a parte Il pianista e La morte e la fanciulla non ricordavo suoi grandi film, almeno non all’altezza dei precedenti. Speriamo bene!
Salve,
come scritto anche nel mio blog, non sono uscito pienamente soddisfatto dal Cinema.
Saluti
L’ho adorato senza riserve, splendidi gli attori e geniale il finale. Per quanto riguarda Oliver Twist, mi era piaciuto, ma l’avevo trovato anche io un po’ impersonale.
P.S.
Sul mio blog ti ho messo il link per Il Dottor Miracolo, trovato ^__^
Ho scritto un post sulla chiusura di Splinder. Mi piacerebbe un tuo pensiero: http://lucascialo.blogspot.com/2011/12/splinder-chiude-migliaia-di-blogger-nel.html
Non l’ho ancora visto, e sono certa che non me lo perdero’. Condivido la tua analisi e anch’io non credo in questa presunta nuova giovinezza di Polanski. L’uomo nell’ombra non mi è piaciuto affatto e sono convinta che la purezza, l’incompiutezza e la pura bellezza di Repulsion e Cul de Sac siano ormai inimitabili.
@Candido: come ho detto, gli manca qualcosina nel finale, ma il film mi ha soddisatto, eccome!
@bolla: più che impersonale, io l’avevo trovato troppo “normale” (come anche L’uomo nell’ombra): cioè, da uno che ha fatto Il pianista, Rosemary’s Baby e L’inquilino del terzo piano, un film così non ci può stare! Super-grazie per il link, era da tempo che cercavo di recuperare questo film!
@egle: quello stile minimalista dei primi lavori di Polanski si era un pò perso, ma i fondo se ne trova traccia anche nell’essenzialità di Carnage, che a questo punto mi sento di poter dire che ti piacerà parecchio!
Come hai letto anche da me, lo ritengo probabilmente il miglior film visto quest’anno…
Io purtroppo sono andato poco al cinema quest’anno Crimsom, quindi non so se sia uno dei film migliori dell’anno.Di sicuro però posso dire che durante questa stagione cinematografica non mi pare siano state realizzate pellicole eccezionali, per cui credo tu possa proprio avere ragione.
L’ho visto al Festival di Venezia. Al momento di annunciare il Leone d’Oro, vedevo gente con le dita incrociate nella speranza che il film vincesse… credo sia l’unica pellicola, quest’anno, che abbia raccolto quasi unicamente consensi. Mi permetto di aggiungere che l’unità di luogo getta fumo negli occhi, facendo apparire questo film più teatrale di quanto non sia. Certo, è tratto da una (noiosetta) piece teatrale, ma ciò che vince sono le idee di regia. Le inquadrature del film sono splendide, certi dettagli di mani che sporgono dal bordo del campo sono geniali. Molto, molto cinematografico!
Tra l’altro secondo me il personaggio interpretato da Christoph Waltz è il personaggio dell’anno!!
@Alessia: non so se l’ho espresso chiaramente nel post, comunque anche io ho apprezzato tantissimo la regia di Polanski: tagliente, con inquadrature come quelle che descrivi tu curate nel minimo dettaglio. Diciamo che quando intendo che si tratta di un film teatrale non voglio sminuire il lavoro del regista, anzi, credo che la realizzazione di un film in un set chiuso, privo di spazi e grossa libertà di movimento, ne esalti le doti. E hai ragione quando dici che forse questo è uno dei pochi film quest’anno che è piaciuto a tutti, peccato però che non abbia vinto niente! Un saluto e grazie per essere passata!
@Alessandra: ma Waltz è davvero un mito, qualsiasi ruolo interpreti, sin da quando faceva il cacciatore di ebrei in Bastardi senza gloria!
Mi posso unire nell’elogio all’immenso Waltz ed aggiungere, visto che ci siamo, un bell’augurio di Buon Natale? Ma sì, lo faccio!