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arnold schwarzenegger, cyberpunk, fantascienza, james cameron, linda hamilton, michael biehn, stan winston
A chi considera James Cameron un grandissimo regista solo perché autore di Avatar (indubbiamente un film dal grande impatto visivo e con qualche spunto interessante, ma non un capolavoro) faccio l’invito di andare a rivedere tutta la filmografia del regista, in particolare i due Terminator.
Terminator, film che ha rivoluzionato i concetti di fantascienza e di cyberpunk, rappresenta l’essenza stessa di quello che era, agli antipodi, il cinema di James Cameron: oscuro, violento, metafora di un mondo senza speranza e destinato inevitabilmente all’autodistruzione. Questa pellicola immortale narra dell’incontro/scontro tra uomo e macchina, che si fa in un certo senso metafora della battaglia universale tra bene e male; battaglia il cui elemento equilibratore (e, quindi, salvifico) non può che essere la donna (Sarah Connor, madre di colui che diventerà, nel futuro, il leader della ribellione contro i robot). Diretto con un senso del ritmo e dell’azione impressionanti se si considera che si tratta solo del secondo lavoro di Cameron, Terminator è un film ricco di momenti indimenticabili (Schwarzenegger che cura da solo le proprie ferite, la strage compiuta dal cyborg all’interno del commissariato), e che riesce ad essere poetico (specialmente nella descrizione della storia d’amore tra Sarah e Kyle Reese, il soldato venuto dal futuro per proteggerla) nonostante la sua estrema violenza.
Il cinema di Cameron sembra infatti essere fondato sulla violenza: i personaggi dei suoi film non possono (o non vogliono?) farne a meno, siano essi uomini o macchine, buoni o cattivi; e a dimostrarlo è quello che è, a mio parere, il suo assoluto capolavoro: Terminator 2: il giorno del giudizio. Questa pellicola, in cui regna la distruzione totale (il film è un continuo susseguirsi di esplosioni, sparatorie, sequenze mozzafiato) supera la precedente non solo dal punto di vista del ritmo e dell’azione, ma anche da quello narrativo: poichè oltre al duello tra i due protagonisti (questa volta due cyborg) si narra del tentativo, da parte di Sarah (ancora Linda Hamilton, magnifica) di cambiare il futuro allo scopo di evitare un olocausto nucleare. Gli strabilianti effetti speciali che permettono a Robert Patrick di mutare il suo corpo come metallo liquido, dimostrano come Cameron fosse, già all’epoca, al passo con le più moderne tecniche cinematografiche, e fanno inoltre di Terminator 2 un film fondamentale nella storia dell’evoluzione del mezzo cinematografico.
Basterebbero questi due film, senza citare altri magnifici lavori di Cameron (Aliens, sequel del film di Scott, che alla suspence e alla tensione del suo predecessore sostituisce l’azione e l’adrenalina, o il claustrofobico The Abyss, che invece ci regala una visione della fantascienza più conciliante, quasi pacifista) per comprendere davvero la grandezza di un regista il cui nome oggi rimane legato soprattutto a successi più recenti come Titanic e Avatar , film certamente ben fatti, ma lontani anni luce dai loro oscuri, cinici e violenti predecessori.

Concordo con il tuo post!
Aggiungerei che mi piace anche True Lies, un cocktail di azione e comicità!!!
Titanic nel suo genere, non è affatto male, lo trovo riuscito…….
Avatar è veramente un lavoro riuscito a metà: buon impatto visivo, ma sceneggiatura scarna!
Buon anno e a presto!
Su Avatar la pensiamo allo stesso modo: film visivamente davvero molto bello, quasi magnifico oserei dire, ma dalla sceneggiatura ridicola, non c’è che dire. True Lies, bè, di quel film non ho un buon ricordo, di certo non è il migliore di Cameron, però è abbastanza divertente.
Buon anno anche a te!!!
Come sai non ho amato molto Terminator ma darò un’altra possibilità al regista e guarderò il seguito che non conosco.
Titanic e Avatar… bah !
Da un cultore come te non mi potevo aspettare una bocciatura di Terminator, comunque prova con il seguito, che secondo me è anche migliore, sono sicuro che ti piacerà! Vai Grifone!
Personalmente, ho amato più il secondo Terminator del primo, forse perché ho avuto modo di vederlo più volte o perché più “pulito” nella regia e negli interpreti.
Avatar all’epoca mi era piaciuto molto, ma ammetto di averne quasi dimenticato ogni dettaglio, quindi non posso parlare di grande Cinema, quello che non si fa dimenticare nemmeno a distanza di anni!
Verissimo, i grandi film sono quelli che non dimentichi, che ti lasciano qualcosa dentro. D’accordo sulla maggiore bellezza del secondo terminator rispetto al primo, più pulito nella realizzazione e a tratti quasi toccante per come descrive il rapporto tra la macchina (il cyborg buon Schwarzy) e l’uomo (il giovane Edward Furlong). La scena finale, poi, è semplicemente epica.
Come al solito i primi film sono sempre quelli più ispirati, e anche Cameron non fa eccezione ! Diciamo a sua discolpa che ci sono molti registi che sono andati ben più a fondo di lui col passare degli anni…!!! ;-p
Sicuramente Aliens e Terminator sono inarrivabili !!!
I primi lavori di un regista sono sempre più puri, sinceri, meno pensati per il grande pubblico, e quindi in qualche modo meno commerciali, e come dici giustamente Cameron non fa eccezione. A sua discolpa e merito però va detto che, nonostante sia Titanic che Avatar siano due film che non mi hanno convinto proprio per questi motivi, si tratta comunque di pellicole importanti nella storia dello sviluppo del mezzo cinematografico (l’uso degli effetti speciali, l’innovazione del 3d) campo in cui Cameron resta comunque uno dei massimi pionieri dell’epoca moderna, insieme forse solo a Steven Spielberg e Geroge Lucas.