Non si sevizia un paperino (Italia – 1972) di Lucio Fulci Interpreti: Tomas Milian, Florinda Bolkan, Barbara Bouchet, Irene Papas, Marc Porel, George Wilson
Penso che, in generale, la rivalutazione fatta negli ultimi anni del cinema di Lucio Fulci sia stata un pò eccessiva. Intendiamoci, considero Fulci un ottimo artigiano dotato di grande inventiva e di una forza visionaria fuori dal comune, ma stento a vedere nei suoi film un filo comune o una vera e propria “estetica”, diversamente da altri grandissimi “cineasti di genere” nostrani come Mario Bava, Riccardo Freda o il primo Dario Argento .
Non si sevizia un paperino è però, oggettivamente, un capolavoro, e probabilmente ciò è dovuto al fatto che Fulci con questa pellicola rompe con gli schemi e le regole del classico thriller all’italiana di stampo “argentiano”, in quegli anni tremendamente inflazionato. L’atipico contesto in cui si svolge la storia (il film è ambientato ad Accendura, immaginario paese del sud Italia, e i personaggi sono quasi tutti dei contadini poveri o ignoranti), il tema scabroso (un serial killer che semina il terrore ammazzando dei bambini indifesi), la violenza efferata e una sessualità piuttosto esplicita, rendono Non si sevizia un paperino una pellicola abbastanza unica nel suo genere.
Interessante l’uso delle musiche, opera di Riz Ortolani, che ad acuti improvvisi, volti ad esaltare primi piani dal forte impatto (come quelli dei bambini assassinati) alterna temi della musica leggera italiana (leggendaria la scena del massacro della maciara, assassinata sulle note di Quei giorni insieme a te, cantata da Ornella Vanoni); gli effetti speciali invece (in particolare il salto del vuoto dell’assassino nella sequenza finale) sono opera di Carlo Rambaldi. Anche il cast è d’eccezione: Florinda Bolkan interpreta appunto la maciara, Barbara Bouchet una disinibita turista, mentre Tomas Milian è un giornalista che indaga sugli omicidi.

Ma non so se è esagerata la rivalutazione di Lucio Fulci, bisognerebbe vedersi tutta la filmografia……per esempio Bava di quello che ho visto il più riuscito è Cani Arrabbiati (l’unico flm dove non ci sono buchi di sceneggatura
)…..insomma non bisogna mai esagerare con le rivalutazioni, senza dimenticare che chi all’epoca ha avuto successo potrebbe essere stato sopravvalutato……l’unica cosa da fare è vedere più film possibile.
Questo è un bel film, con bravi attori.
Tomas Milian grande attore!
Bè i buchi di sceneggiatura sono un pò una caratteristica comune di quasi tutti i film di quel periodo (e, soprattutto, di quel genere); diciamo che l’attenzione maggiore più che sui contenuti o sulle dinamiche della storia e della sceneggiatura era per lo stile e la messa in scena, assolutamente straordinari per quanto riguarda Bava, che era anche un grande sperimentatore nel campo della fotografia.
Ma a quali film ti riferisci con la frase “i buchi di sceneggiatura sono un pò una caratteristica comune di quasi tutti i film di quel periodo”. Mario Bava, per quello che ho visto, mi sembrava un pò avanti un pò indietro (“Sei donne per l’assassino” mi da quella sensazione)…….
per quanto mi riguarda non bisogna esagerare con i buchi di sceneggiatura…..
Poi si Bava nella fotografia era avanti…….e forse anche Joe D’amato….
Ciao!
concordo con te: esagerata ,assolutamemte esagerata. Anche perchè,mentre ad altri giustamente non si fa sconti sul loro declino,andando anche al cinema per vedere un film pessimo e riempire i mesi successivi di critiche negative all’ultima cazzata argemtiana,a Fulci si perdonano anche tantissime opere davvero imbarazzanti.
Nondimeno,questo film è un capolavoro del cinema italico
Sulla questione ormai eterna della rivalutazione di Fulci siamo d’accordo da tempo: come te penso si tratti di un grande artigiano, ma ha girato anche molti film piuttosto deboli, diversamente da Bava o da Freda, la cui produzione artistica è stata molto più omogenea.
Da fulciana di ferro, non trovo eccessiva la rivalutazione di Fulci. Anzi, credo che ancora non lo abbiamo rivalutato abbastanza.
Il problema di un’estetica riscontrabile in ogni suo film è dovuto al grandissimo eclettismo che ha sempre contraddistinto la sua carriera. Ha davvero fatto di tutto. Ma ciò è anche tipico dell’epoca in cui si è trovato a operare.
Mi attacco al commento di sopra per Davide: come dicevo, non vedo una grande omogeneità nella filmografia di Fulci, e di conseguenza non vedo un filo comune a tutti i suoi film. Ma riflettendoci, forse questo è dovuto proprio al motivo che dici tu: Fulci ha diretto davvero di tutto, dall’horror al thriller al surreale e così via. Però rimane il fatto che molti dei suoi film mi abbiano deluso oltremodo. Comunque questa potrebbe essere l’occasione giusta per rivederli (anzi, di sicuro a breve rivedrò Il gatto nel cervello e Alice che ruppe lo specchio). Un saluto!
No, vabbè, hai nominato un titolo (Alice che ruppe lo specchio) che neanche io che sono una fulciana di ferro riesco a difendere
Ha fatto una marea di film brutti, Lucio Fulci. Ma lui i film li girava per motivi alimentari, non perché si sentiva un artista.e quindi ha fatto cose che voi umani non potete immaginare.
Non ho visto questo film, mandato ogni tanto a tarda ora su Iris o canali simili. Il problema delle rivalutazioni (vale per Fulci e per tanti altri) è che per una sorta di ‘senso di colpa’ si passa da un’esagerazione a quella opposta. Peraltro è un fenomeno che ha riguardato più in generale gran parte del ‘cinema di genere’ italiano degli anni ’70, nato quando tanti cineasti d’oltreoceano (a cominciare dal ‘solito’ Tarantino) hanno cominciato a citare titoli e registi come fondamentali per loro e in Italia ci si è accorti che la critica li aveva sempre ‘spernacchiati’ perché negli anni ’70 la ‘critica’ apparteneva esclusivamente alla sinistra militante e dunque andava bene solo il cinema politicamente impegnato… Così per una sorta di senso di colpa, o peggio per non sfigurare, trent’anni dopo si è rivalutato tutto all’ennesima potenza: i Bava, i Fulci sono assurti a ‘geni del cinema’… La verità banalmente sta nel mezzo: non era cinema di ‘serie Z’ allora, non è cinema da Oscar oggi, è semplicemente un cinema onesto, autori che riuscivano a offrire ottimi prodotti d’intrattenimento, riuscendo a fare del buon cinema anche con mezzi scarsi…
In parte sono d’accordo con te, nel senso che molte volte queste rivalutazioni hanno assunto a geni assoluti anche dei modesti artigiani, tipo Corbucci o Soavi, per dirne un paio. E’ anche vero che forse non si tratterà di film da oscar, ma ciò nonostante credo che alcune opere di Bava e del primo Argento siano assoluti gioielli dall’altissimo valore artistico, e non solo semplici prodotti di intrattenimento (tipo La maschera del demonio, I tre volti della paura o Sei donne per l’assassino, per citare le cose migliori di Bava).
giusto concodo con quanto dici tu.Non penso come dice Lucia che abbiamo ancora molto da rivalutare o che ci fosse chissà quale eclettismo nei film di fulci.Ha diretto come tutti i registi di genere italiani un paio di capolavori,una manciata di film godibili una caterva di cose davvero brutte.
Credo che solo Bava sia davvero un grande e appunto il primo Argento,largamente sputtanato dal vecchio argento eh. Che pena!
ps:sul mio blog di cinema :lo soettatore indisciplinato, ho stilato una classifica dei dieci film che useresti come “tortura” contro i nemici..sono curioso di legger la tua!