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 L’asso nella manica (USA – 1951) di Billy Wilder                                        Interpreti: Kirk Douglas, Jan Sterling, Robert Arthur, Porter Hall, Frank  Cady,  Richard Benedict

Se c’è un cineasta la cui filmografia può essere considerata a dir poco eterogenea, questi è sicuramente Billy Wilder: eppure, anche conoscendo la poliedricità di un genio capace di dirigere capolavori come Viale del  tramonto , L’appartamento o A qualcuno piace caldo, sono rimasto molto sorpreso dal cinismo e dalla durezza di un film come L’asso nella manica. Attraverso il personaggio di Chuck Tatum, giornalista caduto in disgrazia ma disposto a tutto pur di “tornare in alto”, Wilder mostra il lato oscuro di una America individualista e approfittatrice, che non si fa alcuno scrupolo persino sulla tragica vicenda di Leo Minosa, minatore rimasto intrappolato in fondo a una caverna, la cui agonia verrà prolungata volutamente dallo stesso Tatum in modo da dar vita alla “storia”, alla “notizia” che, in esclusiva, potrà raccontare con i suoi articoli. L’asso nella manica è però anche un film che denuncia la spettacolarizzazione della tragedia, il potere mistificatorio dei media di manipolare le masse: temi di una attualità incredibile, che fanno di questa pellicola un lavoro tremendamente in aniticipo sui tempi; e forse è questa la causa dell’insuccesso di un film che, all’epoca della sua uscita, nessuno capì veramente, né la critica, né soprattutto gli spettatori (ciò portò Wilder alla dolorosa decisione di non dirigere più film drammatici).  Assolutamente gigantesco e mefistofelico Kirk Douglas, così come sono riuscitissimi nella loro caratterizzazione tutti i personaggi di contorno: dallo sceriffo che vuole a tutti i costi la rielezione, al direttore di giornale che indossa contemporaneamente cintura e bretelle (particolare che è alla base di una delle battute più riuscite del film).

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