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Collateral (USA – 2004) di Michael Mann                                             Interpreti: Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg, Javier Bardem

Michael Mann è indubbiamente uno dei cineasti più importanti del cinema moderno, poiché in pochi sono stati capaci, come lui, di dire così tante cose sul nostro mondo e sulla nostra società, riuscendo a collocare il tutto in un contesto di cinema di genere.

Collateral è, insieme ad Heat – La sfida, il suo grande capolavoro. Non ci si lasci ingannare dalla storia o dalla sceneggiatura del film: Collateral non è un noir, né un semplice western metropolitano, ma di questi due generi conserva le atmosfere decadenti e  l’alone di romanticismo che si respira intorno ai suoi personaggi principali (in particolare il serial killer Vincent, interpretato da Tom Cruise). La scelta stilistica di utilizzare (come già fatto per il precedente Alì) la telecamera digitale, che tende a sfocare ed ovattare le luci notturne di una Los Angeles deserta come le praterie del Far West (e per le cui strade infatti si consuma, nel finale, un duello all’ultimo sangue in pieno stile western) è assolutamente azzeccata, e Mann dimostra di essere forse il regista vivente più abile nel filmare delle sequenze d’azione: quella nella discoteca, realizzata con un montaggio serrato, quasi da videoclip,  è davvero perfetta per tempi e senso del ritmo.

Il continuo ribaltarsi dei ruoli dei protagonisti (da cacciatore a cacciato e viceversa) e le improvvise esplosioni di violenza fanno di Collateral un film che non lascia un attimo di respiro allo spettatore, arricchito da dialoghi che sfiorano la perfezione assoluta: scambi di battute fulminanti (quelli tra i due protagonisti quando si trovano nel taxi) e monologhi fantastici (quello del jazzista sul suo incontro con Miles Davis) che diventano non solo le pause necessarie ad una sceneggiatura adrenalinica e al cardiopalma, ma anche e soprattutto il mezzo per esprimere una determinata visione del mondo e degli uomini.

Collateral è un infatti un film straordinario sull’alienazione e sulla dispersione provocati dalla società moderna; un film che descrive un mondo in cui una persona può morire mentre viaggia in metropolitana e il suo cadavere rimanervi  per ore prima che qualcuno lo scopra; un mondo in cui si possono coltivare i sogni di una vita (come andare in vacanza alle Maldive, o aprirsi una compagnia automobilistica) per anni, per poi ritrovarsi un giorno vecchi, con una pensione da fame, senza aver realizzato nulla; un mondo regolato solo dalle leggi del caso (è per caso che Vincent sceglie proprio il taxi di Max, è per caso che Max è a conoscenza dell’identità dell’ultima vittima designata da Vincent, ed è per caso che Vincent, Max e il poliziotto interpretato da Mark Ruffalo, ad un certo punto del film si ritrovano nello stesso ascensore), un mono dove regna la violenza, e dove solo con la violenza si può pensare di poter rimettere le cose a posto.