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The Amazing Spider-Man (USA – 2012) di Marc Webb                                 Interpreti: Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans, Sally Field, Denis Leary, Martin Sheen

Un film per teen-ager. Ecco come potrebbe essere, sinteticamente, definito The Amazing Spider-Man, reboot cinematografico di un personaggio già portato sullo schermo dalle tre pellicole di Sam Raimi (che, confesso, mi entusiasmarono notevolmente all’epoca della loro uscita, ma che, riviste a distanza di anni, ho trovato abbastanza deludenti, ad eccezione forse del secondo capitolo).

E’ vero che il personaggio dei comics creato da Stan Lee e Steve Dikto nel 1962 non è mai stato il prototipo ideale di “fumetto per adulti” (rispetto, ad esempio, ad un personaggio molto più dark e maturo come Batman), ma sta di fatto che il film di Marc Webb è costruito su di una sceneggiatura che pare volersi rivolgere a dei ragazzini, o degli adulti particolarmente stupidi. Le dinamiche e i comportamenti dei personaggi sono infatti a dir poco banali (Peter che riesce a entrare nei laboratori della Oscorp senza che nessuno se ne accorga, la sua identità che viene svelata praticamente a mezzo mondo, senza che egli si faccia nessun problema al riguardo), alcune frasi sembrano uscite da serial televisivi alla Beverly Hills (“Il tuo boyfriend è un uomo dalle mille maschere” oppure “Le promesse che preferisco sono quelle che so di non poter mantenere”) e alcuni personaggi, fondamentali per l’evoluzione del personaggio, come gli zii di Peter (specialmente Zia May) sono trascurati in maniera scandalosa; persino Lizard, il villain del film, è una grossa delusione, visto che più che una lucertola gigante sembra un Hulk con la coda e che parla troppo.

Si salvano la scelta di voler inserire nella storia il mistero della scomparsa dei coniugi Parker, che verosimilmente sarà al centro del seguito del film (almeno a giudicare dalla scena dopo i titoli di coda) e gli splendidi effetti speciali, ma per il resto The Amazing Spider-Man è davvero poca cosa, e devo dire che nemmeno la scelta dell’attore protagonista mi ha entusiasmato.

Peccato, perché con un mondo come quello del tessiragantele, si sarebbe potuto fare molto di più.