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Alex de la Iglesia non è certo un regista per cui straveda, tutt’altro. Eppure credo che la vena folle e anarcoide che caratterizza le opere di questo regista basco non possa che giovare al sin troppo “convenzionale” cinema europeo contemporaneo. I film di de la Iglesia sono eccessivi, violenti (tanto da essere stati spesso censurati o bloccati dalle case di distribuzione), chiaramente “imperfetti”: si pensi ad esempio a Perdita Durango, storia di sesso e morte che vede protagonisti due criminali (interpretati da Javier Bardem e Rosie Perez) che rapiscono e stuprano due ragazzini, lasciando dietro di se una scia di morte e distruzione da far rabbrividire persino i fratelli Coen o Quentin Tarantino; o al più recente Balada Triste de Trompeta, storia del sanguinoso conflitto tra due clown impazziti per amore di una bella trapezista. Entrambe le pellicole sono caratterizzate da una sceneggiatura debole e poco convincente, e sono così “eccessivi” nelle loro esplosioni di sesso e di violenza da risultare addirittura sgradevoli: ma proprio nella ricerca costante della trasgressione delle regole hanno il loro maggiore punto di forza. Balada triste de trompeta è inoltre un film visivamente molto affascinante (il prologo ambientato durante la guerra civile spagnola  è assolutamente splendido), forse per via dell’atmosfera circense, che dà al film un tono surrealista che non guasta.

De la Iglesia è stato autore anche di alcune commedie nere, che poi sono, a mio parere, i suoi lavori migliori. Crimen Perfecto prende in giro il cinema hitchcockiano raccontando i tentativi di tenere segreto l’omicidio commesso dal direttore di un atelier di moda, omicidio di cui però una delle sue commesse (bruttissima e follemente innamorata di lui) è a conoscenza; La comunidad è invece una storia che si svolge interamente all’interno di un condominio in cui tutti cercano di scoprire, a qualsiasi costo, dove l’inquilino appena deceduto aveva nascosto la sua immensa fortuna. In questi film il regista trova il pretesto per narrare in un caso il “mito dell’immagine” nella società moderna (Crimen Perfecto), nell’altro la giungla sociale che può diventare una piccola comunità (La comunidad); ma le caratteristiche peculiari del cinema del suo cinema restano l’irriverenza, il citazionismo sfrenato (ne La comunidad uno dei personaggi è vestito per tutto il film come Dart Vader), e soprattutto la sua inevitabile imperfezione.