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Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato (USA, Nuova Zelanda, Regno Unito – 2012) di Peter Jackson                                                                           Interpreti: Martin Freeman, Ian McKellen, Richard Armitage, Ken Stott, Graham McTavish, Aidan Turner, Andy Serkis, Cate Blanchett, Hugo Weaving

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Diciamocelo da subito: Lo Hobbit non è Il Signore degli anelli, e si vede. Ma, diversamente da molti che vedono in questo un grave difetto del film, credo che ciò sia da ascrivere alla (voluta) scelta di Jackson di dare a questa trilogia uno spirito meno epico, ma più fiabesco ed ironico, del suo illustre predecessore. Cosa che tra l’altro è anche il linea con l’impostazione del romanzo originale: Lo Hobbit infatti, primo libro di J.R. Tolkien ambientato nella terra di mezzo, era, più che un grandioso romanzo come Il signore degli anelli , un lungo racconto per ragazzi (si pensi anche solo alla differenza in termini di numero di pagine: 1500 contro 200). Tutto questo, se da un lato costringe Jackson ad allungare un pò il brodo, rendendo la sceneggiatura a tratti troppo lenta (specialmente nella prima parte), dall’altro gli permette di arricchire la pellicola con sequenze di collegamento tra questo film e la trilogia predente (la riunione fra Gandalf, Elrond, Galadriel e Saruman, il prologo con Frodo) e di inserire nuovi personaggi solo citati nel libro (lo stregone Radagast, ad esempio).

A parte quindi il difetto, come già detto,  di una prima parte un pò lenta (e di personaggi privi di grande spessore, come ad esempio l’erede al trono dei nani Thorin, che dovrebbe avere un ruolo simile a quello svolto da Aragorn ne Il signore degli anelli, ma che è lontano anni luce dal fascino del personaggio di Viggo Mortensen ) il film è godibilissimo e altamente spettacolare: le battaglie e i duelli sono girati con un senso visionario che dà i brividi (la sequenza della lotta tra i giganti di pietra è davvero di grande impatto), e la sottotrama che narra di come Bilbo venga per la prima volta a contatto con l’anello grazie all’incontro fortuito con la creatura Gollum, arricchisce il film in maniera notevole, legandolo indissolubilmente a Il signore degli anelli, illustre predecessore di cui forse non raggiungerà il livello di bellezza, ma di cui è comunque un degnissimo erede.

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