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lordofsalem-620x300Un po’ me l’aspettavo, però devo dire che, in fondo, ne Le streghe di Salem ci speravo. Perché la trama sembrava intrigante, ma soprattutto perché pensavo potesse essere questo il film della definitiva consacrazione di Rob Zombie. Del resto devo ammetterlo, Rob Zombie provoca in me una rabbia incredibile. Dal suo cinema, dalle sue opere, credo di poter dire senza ombra di dubbio di aver visto del talento, e forse addirittura gli sprazzi del Genio: eppure l’ex-leader dei White Zombie non è mai riuscito, davvero, a  sfruttarli.

La casa dai mille corpi e Halloween:the beginning sono, al riguardo, emblematici: entrambi iniziano benissimo (il primo con la minisequenza nel bar in cui fa la sua prima apparizione il Capitano Spaulding, il secondo con una rielaborazione intelligentissima delle origini di un personaggio ormai trito e ritrito nel cinema horror, Michel Myers), presentano alcune sequenze notevoli sia dal punto di vista dell’esecuzione tecnica che da quello dell’impatto visivo (in particolare ne La casa dai mille corpi è da segnalare la sequenza della sparatoria con i poliziotti, sulle note di I remember you di Slim Whitman), eppure finiscono entrambi col perdersi irrimediabilmente in una sequela di ammazzamenti più o meno gore.

Meglio da questo punto di vista sono i due seguiti di questi film: La casa del diavolo più che un horror è un thriller iperviolento, quasi tutto girato con la macchina a mano, la cui atmosfera perenne di violenza e follia che si respira in tutto il film (merito di personaggi azzecatissimi, come i membri della famiglia Firefly, ma anche del sadico poliziotto che dà loro la caccia, interpretato dall’ottimo William Forshyte) dà il valore aggiunto; mentre Halloween 2, oltre all’ ottimo inizio (un must per Rob Zombie) ci regala un punto di vista diverso sul solito film col serial killer che uccide adolescenti, dando anzi quasi una nota di poesia malinconica alla vicenda (bellissimo il finale).

Due buoni film quindi, e due film riusciti a metà, ma nessun vero grande lavoro per Rob Zombie: ed era per questo che riponevo tante speranze ne Le streghe di Salem. Che invece si rivela essere una pellicola debole, che mescola temi e citazioni da Rosemary’s baby e da La maschera del diavolo, e che si perde nei tanti, troppi deliri allucinatori della protagonista (interpretata da Sheri Moon Zombie, moglie del regista presente in tutti i suoi film). La trama è scontata (la solita maledizione lanciata dalla strega prima di essere bruciata viva, l’arrivo dell’anticristo, gli abitanti del condominio che in realtà sono in combutta con il Maligno). Ennesima occasione persa (forse l’ultima?) per Zombie per dimostrare davvero di poter essere un grande regista.

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