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Mystic River (USA – 200) di Clint Eastwood                                                  Interpreti: Sean Penn, Tim Robbins, Kevin Bacon, Laurence Wishburne, Marcia Gay Harden, laura Linney, Emmy Rossun

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I capolavori di Clint Eastwood sono sempre stati contraddistinti da una morale e un messaggio chiari, lucidi: Gli spietati descriveva la parabola di un uomo che non riusciva a sfuggire al proprio passato, Million Dollar Baby era una riflessione sul rapporto degli uomini con la morte, Grand Torino un film dal forte richiamo pacifista e di non-violenza.

Mystic River invece è un pellicola molto più complessa, e quindi abbastanza unica all’interno della filmografia di Eastwood: lo è dal punto di vista della sceneggiatura, perché la storia si svolge su diversi piani di narrazione (l’infanzia di tre ragazzini devastata dalle violenze subite da uno di loro, il dramma di un uomo che perde la figlia, le indagini per scoprire l’assassino di un efferato omicidio), ma anche da quello dei temi affrontati.

Mystic River è un film cinico e pessimista, che descrive un mondo regolato da leggi che appartengono a un’altra epoca; un mondo in cui i concetti di bene e male (e, quindi, di giusto e sbagliato) sono legati a doppio filo a quelli della fedeltà, dei legami di sangue, che contano più di ogni altra cosa.

Celeste viene punita per aver dubitato del marito, e sarà per questo costretta a vivere da sola il resto della sua esistenza; Dave, che nell’ottica di una “morale cristiana”, dovrebbe essere l’unico, vero innocente di tutta la vicenda, viene punito per aver mentito alle persone a lui più care, e non servirà a salvarlo il fatto che la sua vita sia stata condizionata dalle violenze subite da bambino; Jimmy viene indirettamente punito per le sue azioni passate (sua figlia viene uccisa con la pistola che apparteneva all’uomo da lui assassinato diversi anni prima) ma allo stesso tempo non subisce alcuna punizione per l’omicidio di Dave: e questo perché egli è “un re” (ancora, il rimando ad un mondo ancestrale, regolato da leggi quasi “feudali”) e anche le azioni più mostruose possono essere perdonate se compiute per un bene superiore (quello della difesa della propria famiglia, del proprio “regno”).

Questa morale così dura, così pessimistica, è quella di un mondo senza speranza, in cui l’infanzia e l’innocenza non esistono (“forse,quella mattina, su quella macchina, ci siamo saliti tutti e tre” dice Sean poco prima della conclusione della pellicola); e in cui il potere del più forte, di colui che si batte a qualsiasi costo per la propria famiglia e per il proprio sangue, non potrà mai essere scalfito, nemmeno dal proiettile immaginario sparato da Sean verso la fine del film.

PS: Splendida la prestazione dei tre interpreti principali Sean Penn, Tim Robbins e Kevin Bacon (i primi due premiati anche con l’oscar)