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Ciò che contraddistingue molti dei film di Sam Peckinpah è la visione crepuscolare di un mondo che non c’è più, che è andato avanti troppo in fretta, e a cui uomini e donne ancora legati al passato non riescono ad adattarsi. Il vecchio west rappresenta, metaforicamente, tutto questo: la fine di un mito, quello della frontiera, e l’inizio dell’epoca moderna (l’avvento della tecnologie, delle macchine e della ferrovia, l’era del capitalismo e dei grandi proprietari terrieri) sono il contesto e l’ambiente ideali per rappresentare il “passaggio dei tempi” .

La ballata di Cable Hogue e Pat Garrett & Billy the Kid sono due film diversissimi tra loro, eppure entrambi accomunati da questa visione disincantata e malinconica di un mondo che non c’è più. Cable Hogue (uno splendido Jason Robards) è un ex-vagabondo che ha costruito la sua piccola fortuna grazie ad una fonte d’acqua scovata nel bel mezzo del deserto: riuscirà grazie a ciò a trovare l’amore e a mettere in pratica la sua vendetta (perdonando addirittura uno degli aguzzini che lo avevano abbandonato nel deserto), ma finirà investito da un automobile, chiara metafora dell’inesorabile avanzare dei tempi che non lascia spazio a chi, come lui, non è capace di adattarsi ai tempi che cambiano. Ai tempi invece si adegua Pat Garrett (James Coburn) in Pat Garrett & Billy the Kid: al contrario del più giovane e arrogante Billy (un giovanissimo e semisconosciuto Kris Kristofferson), Garret capisce che il tempo dei fuorilegge e degli assalti alle diligenze è finito: l’America non è più un paese per avventurieri, ma un luogo dove il capitalismo e il conformismo hanno “incasellato” tutti; meglio quindi diventare un tutore dell’ordine, meglio “passare dall’altra parte”, poichè col molto più rispettabile abito del guardiano della legge, e con la stella appuntata sul petto, si può sperare di sopravvivere; e Billy The Kid, che, proprio come Cable Hogue nell’altro film, di adattarsi ai tempi non vuole saperne, ne pagherà le conseguenze.

La ballata di Cable Hogue e Pat Garrett & Billy the Kid sono due film diversissimi tra loro (il primo è privo di sangue, ironico e quasi leggero, mentre il secondo è violento, pieno di sequenze d’azione, di sangue che scorre a fiumi, e di spettacolari sequenze al rallenti) eppure entrambi contraddistinti da un manto di malinconia e da toni crepuscolari (esaltati, nel secondo film, dalla splendida colonna sonora di Bob Dylan, presente anche nel cast in un ruolo di primo piano) che ne fanno due piccoli capolavori del genere, e non solo.

(Articolo pubblicato anche su http://discutibili.com/ )

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