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La mafia uccide solo d’estate (Italia – 2013) di Pierfrancesco Diliberto   Interpreti: Pierfrancesco Diliberto, Cristiana Capotondi, Claudio Gioè, Ninni Bruschetta, Alex Bisconti

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Il rischio che si corre quando si fa un certo cinema d’inchiesta è di riuscire a raggiungere, col messaggio che si vuol lanciare, solo chi sull’argomento ha già una sua idea, chi è già “di parte”; e la differenza tra il cinema “didattico” e quello “di genere” sta proprio nel fatto che quest’ultimo, essendo fruibile da un pubblico più vasto, può dire qualcosa a tutti.

Ho fatto questa piccola premessa non perché La mafia uccide solo d’estate sia un film di genere, ma perché resta sostanzialmente una commedia: e la commedia può essere un mezzo potentissimo per narrare storie o raccontare fatti con scopi “didattici”, pur mantenendo toni leggeri e adatti a un pubblico più vasto.

Il racconto della vicenda sentimentale di Arturo (Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, qui al suo esordio sia come regista che come interprete) e Flora si intreccia con gli avvenimenti che insanguinarono Palermo tra la fine degli anni’70 e i primi anni’90 (gli anni degli omicidi dei giudici che lottarono contro Cosa Nostra, del maxi-processo, della seconda guerra di mafia). Arturo entra in contatto con diversi protagonisti di quella stagione drammatica (il generale Dalla Chiesa, che il piccolo protagonista intervista pochi giorni prima della sua morte; Rocco Chinnici, che abita nello stesso palazzo di Flora; Boris Giuliano, che gli insegna ad apprezzare i dolci palermitani) e attraverso i suoi occhi innocenti lo spettatore assiste al dramma di una popolazione dilaniata dall’omertà e dalla convivenza con un “sistema” che solo il coraggio (e il sacrificio) di uomini straordinari sono riusciti, in parte, a scardinare.

Attraverso una regia volutamente surreale e ironica, Pif realizza un film che inizialmente potrebbe non sembrare “voler fare la morale”; ma che nel finale, toccante quanto sincero, si rivela per quello che è: un monito ed un insegnamento per le nuove generazioni (e per quelle che verranno). Cosa che rende questo piccolo film, nonostante le sue imperfezioni (su tutte l’interpretazione di Pif, troppo macchiettistica e legata al suo personaggio televisivo) assolutamente da vedere.

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