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Big Eyes (USA – 2014) di Tim Burton                                                      Interpreti:  Amy Adams, Christoph Waltz, Danny Huston, Jon Polito, Krysten Ritter, Terence Stamp

big-eyesPer quanto possa apparire una trama poco nelle corde di Tim Burton (da sempre autore opere in cui è centrale l’elemento fantastico, completamente assente in Big Eyes), la vera storia della pittrice Margaret Keane e del marito Walter, ritenuto per anni il vero autore delle opere della moglie, contiene molti dei temi cari al regista di Burbank: la provincia americana conformista e attenta alle apparenze e alle convenzioni (Margaret, che non vende i suoi quadri e non può affermarsi come artista in quanto donna, fugge, nell’incipit del film, da una realtà molto simile a quella descritta in Edward Mani di Forbice), il potere salvifico dell’arte (che era alla base del’idea di Ed Wood), la finzione come parte fondamentale del mondo in cui viviamo (in questo senso il personaggio di Walter è molto simile a quello del protagonista di Big Fish).

Eppure, come detto, nonostante Big Eyes rimandi a molti dei migliori lavori di Burton, dà l’impressione di essere un film freddo, privo di “cuore” (cosa che, a onor del vero, è comune a tutte le ultime pellicole di Burton); un film che non sa se vuole essere una commedia pura (la sequenza nell’aula di tribunale, in cui Walter Keane interpreta il ruolo sia dell’avvocato difensore che dell’accusato, sfiora la farsa) o un dramma (e sotto questo aspetto il film regala i momenti migliori). Eccessiva anche a mio parere l’interpretazione di Christoph Waltz, attore che amo molto, ma che per questa pellicola sceglie di mettere in scena un Walter Keane troppo sopra le righe per essere credibile (e il doppiaggio italiano peggiora ulteriormente le cose).

Tecnicamente Burton dirige il film con una padronanza del mezzo straordinaro, e lo stile patinato e colorato della pellicola la rende un piacere per gli occhi: ma nel complesso il film è abbastanza debole, e si rivela come un piccolo falso passo nella carriera di uno dei registi che più amo e a cui sono più legato.

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