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Strade Violente (USA – 1981) di Michael Mann                                     Interpreti: James Caan, Jim Belushi, Tuesday Weld, Willie Nelson, Robert Prosky

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Io nel 1981 non c’ero, ma che Michel Mann sarebbe diventato un grandissimo regista, secondo me lo pensarono in tanti dopo aver visto Strade Violente, suo esordio dietro la macchina da presa.

La storia è quella di Frank (uno splendido James Caan), ladro di gioielli intenzionato a mettere a segno l’ultimo grande colpo prima di ritrarsi: ma la decisione di lavorare con uno dei gangster più pericolosi della città lo metterà nei guai, e lo costringerà a doversi trasformare da ladro in assassino.

Opera che richiama molto sia le atmosfere del polar francese (e in particolare il cinema di Jean Pierre Melville) che quelle del classico noir americano degli anni ’40 e ’50, Strade Violente è una pellicola che ha in sé tutte le caratteristiche tipiche di quello che sarà il cinema di Mann negli anni a venire: l’ambientazione metropolitana, notturna e straniante (spettacolare il lavoro del direttore della fotografia David Thorin), personaggi che si muovono in un mondo ostile e senza speranza, di cui la violenza è un elemento portante.

Il film alterna momenti molto lenti fatti principalmente di dialoghi, in cui il tempo si dilata in maniera tangibile, ad improvvise e inaspettate esplosioni di violenza: specialmente nel finale, Mann dimostra di sapere rappresentare al meglio l’azione sul grande schermo, sfruttando un uso del montaggio e la tencica del rallenti in una maniera che appare modernissima ancora oggi, a distanza di più di vent’anni.

Strade Violente è un film non per tutti i gusti, così come non è per tutti i gusti la filmografia di Michael Mann: ma se ci si fa trasportare dal suo cinema notturno, metropolitano, dai suoi personaggi maledetti e dal senso di morte che li circonda, non si può non rimanerne rapiti ed ammaliati, ed amarlo all’inverosimile.

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