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Le conseguenze dell’amore (Italia – 2004) di Paolo Sorrentino.               Interpreti: Toni Servillo, Olivia Magnani, Adriano Giannini, Raffele Pisu, Angela Goodwin

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Paolo Sorrentino è un regista che divide, su questo non c’è alcun dubbio. La grande bellezza è stato un film odiato ed amato in egual misura, e il suo trionfo agli Oscar del 2013 ha scatenato una vera e propria guerra tra pro Sorrentino e contro Sorrentino (ripetutasi quest’anno in occasione dell’ultimo lavoro del regsita napoletano, Youth – La Giovinezza). Io sono sempre stato uno dei suoi sostenitori: concordo sul fatto che forse La Grande Bellezza non fosse un film da Oscar, ma contestare per questo il più grande regista che abbiamo in Italia mi è sempre sembrato un tantino esagerato. Ebbene si, a mio parere Sorrentino è il miglior regista italiano: credo sia anche il più esibizionista ed il più innamorato di sé stesso, ma non c’è dubbio che sia quello dotato di più talento.

La dimostrazione tangibile di ciò è già ne Le conseguenze dell’amore, il film del 2004 che lo fece conoscere alla critica e agli spettatori. Le conseguenze dell’amore è un film “piccolo” in cui però c’è già tutto il “grande” cinema di Sorrentino: un cinema fondato su lunghe pause e lunghi silenzi ma anche su improvvise esplosioni (sia in termini di contenuto che di forma) che ricordano a tratti certe opere di Scorsese o Tarantino; che alterna senza soluzione di continuità lunghi piani sequenza a sequenze costruite con un montaggio frenetico e sincopato (sorretto da assordanti musiche elettroniche); che vive di continue e improvvise svolte e cambi di rotta. Proprio come il personaggio di Titta (manco a dirlo, uno splendido Toni Servillo), ex-avvocato che per sdebitarsi da un torto fatto anni prima a Cosa Nostra è finito in Svizzera a fare da corriere per la mafia, uomo apatico e privo di emozioni che un giorno, d’improvviso e grazie all’amore, decide di dare una svolta alla sua vita.

Il film di Sorrentino è assolutamente spiazzante: sembra freddo come il suo protagonista, ma in realtà ci lascia con il messaggio (bellissimo) che con l’amore è possibile riscattare qualsiasi apatia, qualsiasi azione malvagia; proprio come fa il personaggio di Titta, che non esita ad andare incontro ad una morte orribile pur di ritrovare quella dignità di uomo che aveva dimenticato di avere.

Ecco, a chi ha ancora dei dubbi sul valore di Paolo Sorrentino consiglio di vedere questo autentico capolavoro del cinema italiano. Poi, se volete, ne riparliamo.

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