Tag

, , , , , , , , ,

Pare che ngli ultimi anni il Belpaese sia attraversato da un ritrovato interesse per tutto ciò che ruota intorno ai generi del noir, dell’hard boiled. Questa propensione, evidente nel campo letterario (si pensi ai tanti autori di genere venuti fuori negli ultimi anni, da Giorgio Faletti a Sandrone Dazieri e Giancarlo De Cataldo, solo per citare i più noti) ha dato vita non solo ad alcuni interessanti prodotti televisivi (Romanzo Criminale e Gomorra su tutti) ma anche a delle ottime pellicole “nere”.

Uno dei primi esempi (e forse il migliore) di questo nuovo “corso” è stato Perez, film del 2014 di Edoardo De Angelis (che ci aveva già deliziato con la sua geniale opera prima Mozzarella Stories).Vicenda di camorra ambientata nel contesto surreale, quai onirico, del centro direzionale di Napoli (isola di cemento e grattacieli nel bel mezzo del centro storico del capoluogo campano), Perez è una pellicola che vede come protagonista un gigantesco Luca Zingaretti nel ruolo di un avvocato padre di una ragazza che ha una relazione con un boss della camorra. Storia violenta, cruda, che disegna, in pieno stile noir,  un mondo senza speranza, nonostante poi il film non si concluda in maniera così pessimistica. De Angelis è abilissimo a girare di notte, a dirigere gli attori: si tratta di un regista che farà strada, questo è poco ma sicuro.

Il contesto napoletano viene sostituito da quello del litorale laziale in Suburra, film del 2016 diretto da Sergio Sollima, regista proprio delle due serie tv di cui sopra,Romanzo Criminale e Gomorra. Suburra è un film forte, violento (a volte in maniera un pò eccessiva e gratuita), una storia di gangster in cui temi tipici del noir (trama ricca di colpi di scena, di cambi di rotta e ribaltamenti di fronte dei personaggi) si mescolano a quelli del thriller politico, con il film ambientato durante la crisi di governo che portò alle dimissioni dell’ultimo governo Berlusconi. Suburra si presenta quindi anche come uno spaccato della società del nostro Paese e della nostra classe politica: splendido lo scambio di battute tra il personaggio interpretato da Pierfancesco Favino e il deputato di Montecitorio, con i due che contrattano un voto in commissione parlamentare come fossero al mercato. Ottima la caratterizzazione di alcuni personaggi, come quello del Samurai di Amendola, vecchio gangster che prova a stare al passo coi tempi ma destinato a rimanere inevitabilmente sconfitto. Come tutti i personaggi di un noir che si rispetti. 

Annunci