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A causa di un’evidente mancanza di idee e di spunti narrativi, pare che le major abbiano deciso di sfruttare il successo e l’impatto che ebbero sull’immaginario collettivo i caposaldi del cinema fantastico degli anni ’80 e dei primi anni ’90 (qui la mia dichiarazione d’amore nei confronti di quelle pellicole) “aggiornandoli” e contestualizzandoli rispetto al mondo in cui viviamo oggi, più interconnesso ma meno “innocente” di allora. Il risultato è stato, nella maggior parte dei casi, imbarazzante: ne sono una prova due film usciti quest’anno, Jurassic World e Indipendence Day – Regeneration.

jurassic

Il primo è una sorta di sequel/reboot/rivisitazione del capolavoro di Steven Spielberg, un film che ebbe, a suo tempo, un impatto devastante sull’immaginario collettivo (oltre che mio personale: se non avessi visto Jurassic Park al cinema, nel ’93, a soli 8 anni, non credo mi sarei mai innamorato della settima arte) e, più in generale, sull’evoluzione del mezzo cinematografico, in particolare in relazione all’uso del digitale e degli effetti speciali. Jurassic World è invece un caotico pastiche, in cui le vicende vanno avanti ad un ritmo talmente forsennato da rendere incomprensibili alcuni snodi narrativi (il super dinosauro geneticamente modificato che scappa dopo pochi minuti di film, in barba a tutti i super-sistemi di sicurezza messi in piedi), e in cui tutto è un pretesto per mostrare effetti speciali più grandi, più spettacolari, più rumorosi. La storia è una fotocopia di quella del film del ’93, e a parte il duello finale fra il super dinosauro geneticamente modificato e il T-Rex del primo Jurassic Park (ovviamente è quest’ultimo a vincere, palesando l’irraggiungibilità del mitico film di Spielberg) di questa pellicola rimane davvero poca cosa.

indipendence

Molto di quanto detto per Jurassic World vale anche per Indipendence Day-Rergeneration, che racconta il ritorno degli alieni sulla Terra esattamente 20 anni dopo i fatti narrati nel primo film di Emmerich (uscito, per l’ appunto, 20 anni fa). Non che il primo Indipendence Day fosse stato un capolavoro, ma aveva avuto comunque il merito di aver segnato un nuovo punto di non ritorno nella storia dell’evoluzione degli effetti speciali al cinema: e anche la storia, per quanto fosse infarcita di luoghi comuni sulla grandezza del popolo americano, era strutturata in maniera intelligente, poichè alternava azione e divertimento in giuste dosi; non era insomma una inutile sequenza di esplosioni, effetti speciali, clichè senza senso, cosa che è invece questo Regeneration. Questo secondo Indipendence Day è infatti un film di cui non si capisce quasi nulla, caotico come non mai, in cui anche gli attori della precedente pellicola (Pullman e Goldblum su tutti) fanno la parodia di se stessi. Ecco, forse scrivendo questo post ho trovato come definire al meglio Jurassic World e Indipendence Day-Rigenerazione: non dei sequel, non dei reboot dei film originali, e nemmeno delle brutte copie: ma solo delle loro parodie.